Il nostro impegno
Il nostro impegno principale è la promozione, la valorizzazione e la diffusione della conoscenza del Parco Archeologico di Baia. In questa sezione troverete, aggiornate periodicamente, notizie, informazioni e novità riguardanti il Parco e le nostre attività relative ad esso.
Il contesto
I Parchi di Baia e Gaiola, istituiti di concerto con i
Ministeri dei Beni e delle Attività Culturali e delle
Infrastrutture, e d'intesa con la Regione
Campania, sono i primi parchi archeologici-
ambientali sommersi italiani. La loro istituzione è
nata dalla necessità di proteggere due tra i siti
archeologici di maggior rilievo della Roma Antica:
la Villa Imperiale di Baia, situata nel Golfo di
Pozzuoli, e il complesso della Villa "Pausillipon"
alla Gaiola, nel Golfo di Napoli. Questi due siti
sono stati in parte sommersi nel corso dei secoli a
causa di un fenomeno di bradisismo negativo legato al vulcanismo dell'area e costituiscono un unicum tra i fondali del nostro Paese, sia per gli inestmabili valori archeologici, storici e artistici, sia per
gli ecosistemi ad essi associati.
I cosiddetti ozi romani si svolgevano proprio tra
Baia e Gaiola. C’erano ninfei e giochi acquatici. A circa mezzo chilometro dalla costa, sommersa
nel fondale sabbioso, giace l’antica località romana
di Baia, nell’omonimo golfo, tra Punta Castello e
Punta Epitaffio. Ad una profondità che varia tra
due e quindici metri si trovano resti di edifici, ville
imperiali e ninfei (uno di epoca claudiana e uno di
età severiana); ed ancora tratti di strade su cui si affacciano moli, banchine, "tabernae" e peschiere per l’allevamento di molluschi e pesci.
©Parchi&Parchi
Le iniziative: la pulizia del Parco
La missione "fondali puliti nel Parco Sommerso di Baia" ha chiuso il programma di iniziative realizzate, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta, Ente Gestore Provvisorio dei Parchi Sommersi di Baia e di Gaiola, per festeggiare la Giornata mondiale dell'Oceano.
Anche per questa manifestazione grande adesione ed entusiasmo da parte dei diving, delle associazioni locali che lavorano per e sul mare. Partiti dal porto di Baia su circa 15 imbarcazioni, i partecipanti hanno mirato le loro azioni di raccolta nelle zone B e C del Parco, presso la Secca Fumosa e gli horrea, gli antichi magazzini del Portus Iulius. Ferro, plastica e vecchie reti da pesca sono state tirate in superficie lasciando il posto ad un fondale ripulito e mettendo finalmente in risalto gli splendori delle strutture romane sommerse.
Al raggiungimento degli obiettivi hanno contribuito: Sea Point, Free Diving, Nereidi Diving, Emozioni nel Blu, Lega Navale Pozzuoli, Lega Sub UISP Campania, CSI Gaiola, Cooperativa Ketos, l'associazione culturale Fillirea; la Guardia Costiera ha sorvegliato l'area per la sicurezza dei sub.
Gadgets con il logo Parco Sommerso ma soprattutto guanti e reti per la raccolta sono stati distribuiti durante il briefing che ha dato avvio all'azione di pulizia.
Al termine della missione, il World Ocean Network ha registrato nuovi "Cittadini" ai quali è stato rilasciato il Passaporto dell'Oceano.
L'impegno dimostrato, inoltre, durante la pulizia dei fondali nel Parco Sommerso di Baia, da tutti coloro che hanno già partecipato alle precedenti iniziative, realizzate per la tutela dell'Oceano (pulizia dei fondali nel Parco Sommerso di Gaiola e Giornata Mondiale dell'Oceano), è stato riconosciuto con la vidimazione del Passaporto.
La missione fondali puliti ha segnato un ulteriore momento di condivisione e di collaborazione in vista della diffusione della cultura del mare, obiettivo che Città della Scienza, con la Soprintendenza per i beni Archeologici di Napoli e Caserta, mira a raggiungere creando una rete di lavoro che coinvolga strutture che, a vario titolo e con diverse competenze, operano direttamente sul territorio.
©Ministero Ambiene e Tutela del Territorio
L'unicità del Parco: i restauri dell'ICR
Si è concluso alla fine di giugno 2007 il quinto cantiere sperimentale del progetto “Restaurare sott’acqua” diretto da Roberto Petriaggi, Direttore del Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea dell’ICR, presso la Villa dei Pisoni (Parco Archeologico Sommerso di Baia. Area Marina protetta zona A).
Alla conclusione di questa fase di lavoro il muro che limita il viridarium della Villa dei Pisonia> dal lato Ovest (scandito da semicolonne in laterizio,lungo circa 60 metri e costruito in opera mista di laterizi e cubilia di tufo), risulta restaurato per una lunghezza di circa trenta metri.Il restauro ha permesso di accertare che questo muro presentava tra gli intercolumni ampie aperture finestrate per dare luce agli ambienti retrostanti che si affacciavano sul giardino. Infatti, al termine della pulitura di un tratto del muro, verso il limite meridionale, è apparso un piano con ampie tracce di malta riferibile evidentemente al davanzale di una di queste aperture.
©Ministero Beni ed AttivitÀ Culturali
Work in Progress: Il Ninfeo
Sono partiti i lavori nel parco sommerso di baia che prevedono la ricostruzione del ninfeo sommerso di baia sotto punta epitaffio (attualmente l'originale trovato in acqua si trova nel museo all'interno del castello di baia).Il progetto di interesse internazionale prevede la ricostruzione del ninfeo con i calchi delle statue. Inoltre un'illuminazione renderà il sito visitabile anche con immersioni notture.Inoltre il progetto prevede il restauro della via herculanea da punta epitaffio a punta caruso, ed il collegamento del percorso subacqueo tra Villa dei Pisoni e Villa a Protiro.
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